Nella consapevolezza della situazione pandemica non abbiamo mai mollato e siamo andati avanti a testa alta lavorando sul progetto “Ti insegno a studiare”. Il progetto nasce dalla collaborazione tra il nostro istituto e l’Associazione Psicologia Insieme Onlus, finanziato dall’8×1000 della Chiesa Valdese. La prima fase del progetto è stata formativa per gli alunni del liceo delle scienze umane che hanno lavorato a distanza con una psicologa e tutor specializzati, incrementando la conoscenza e la consapevolezza di ciò che avrebbero svolto.

La seconda fase del progetto, esperienziale, gli studenti, affiancati dai tutor specializzati, hanno messo in pratica, i principi metodologici e didattici appresi. Gli studenti della secondaria di secondo grado hanno con meticoloso lavoro e responsabilità sostenuto a distanza gli studenti della secondaria di primo grado del nostro istituto. Ci siamo soffermati a parlare di questa esperienza con i tutor che hanno affiancato gli studenti ed espresso un loro pensiero. Il progetto “Ti insegno a studiare” ha permesso ai ragazzi della scuola superiore di mettersi in gioco e di riuscire a sviluppare quelle competenze necessarie per “fiorire” come persone, attraverso lo svelamento di quelle qualità visibili sin da subito a noi operatori e all’insegnante, ma ben nascoste ai loro occhi.

I ragazzi hanno dimostrato interesse e curiosità rispetto al progetto che li ha visti protagonisti. Il loro impegno e il loro interesse sono stati riscontrati anche dai ragazzi delle scuole medie, dalle famiglie e dai professori, che hanno visto i risultati a livello di profitto scolastico e di motivazione allo studio e all’impegno. Penso che l’importanza nelle attività formative e di tutoraggio, proposte all’interno del progetto, sia proprio quella di riuscire a tirare fuori quelle che sono le potenzialità dei ragazzi e di riuscire a fargliene prendere consapevolezza, un po’ come metterli di fronte a uno specchio e dire: “guarda questo sei proprio tu”. Sono più che contenta che questi insegnamenti siano stati completamente assorbiti dai ragazzi che hanno saputo sfruttare: creatività, senso critico, problem solving capacità organizzative e capacità comunicative, modellandole in base alla richiesta.

Questa esperienza ha permesso agli alunni di “restare in contatto” in un momento così difficile e impegnativo dettato dal Coronavirus, scoprendo nuovi modi di mettersi in gioco e costruire relazioni.  J. Watson disse: “Non puoi cambiare le circostanze ma solo il modo in cui le affronti”, penso che non ci sia frase che descriva meglio la voglia di fare e di mettersi in gioco che ho trovato in questi ragazzi.

Grazie ai nostri ragazzi diventati protagonisti di un dialogo costruttivo che ha esaltato l’unicità di ognuno di loro.

Grazie ai tutor che hanno seguito e supportato con pazienza e costanza il progetto.

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